Sapere immaginare il futuro

Nei giorni successivi alla tormentata fine della guerra civile in Italia, Enrico Mattei venne incaricato di liquidare le attività dell’Agip. Invece scelse di disattendere questa indicazione, per conseguire un obiettivo che riteneva fondamentale: garantire al Paese un’impresa energetica nazionale, che dal 1953 si chiamerà Eni, in grado di assicurare quanto serviva ai bisogni delle famiglie e allo sviluppo della piccola e media impresa, a prezzi più bassi rispetto a quelli degli oligopoli internazionali. Mattei è stato il simbolo di un modo di pensare l’Italia, abbastanza visionario da riuscire a trasformare una nazione sconfitta e contadina in un Paese avanzato con una forte industria energetica. Ed oggi, questa specie di governo bifronte pensa di svendere le quote dell’ENI per pagare gli interessi sul debito che continuano, inarrestabili, ad aumentare, e per guadagnare tempo. Per la casta, per il pdl e il pdmenoelle, per le lobby che li sostengono, l’imperativo è sopravvivere il più a lungo possibile, anche a costo dell’impoverimento della Nazione, della distruzione del tessuto produttivo, della cessione di sovranità nazionale. L’ENI appartiene al popolo italiano. E’ un’azienda costruita grazie al lavoro di generazioni, il cui controllo per il Paese è fondamentale. Nessun Letta o Saccomanni la può svendere come fosse “cosa loro” per mantenere temporaneamente inalterati i loro odiosi privilegi.

Saper immaginare il futuro. Questa è l’eredità più preziosa che Mattei ci ha lasciato. Quel futuro che stanno cercando di portarci via.

Noi Matelicesi, fieri di essere suoi concittadini, faremo tutto il possibile per opporci a questo scempio.

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