Comitato Salva Salute: ‘Nessun rispetto per le 432 firme. Ci sentiamo impotenti’

Impotenti, avviliti e sviliti. Così ci siamo sentiti giovedì scorso dopo aver assistito alla seduta del consiglio comunale di Matelica.

Sviliti da chi ha reclamato a gran voce, anzi quasi urlando, il rispetto per la “figura istituzionale” dei consiglieri. Qualcuno ha anche lamentato l’assenza, a ora ormai tarda, delle forze dell’ordine che avrebbero dovuto provvedere ad espellere dall’aula un facinoroso, pericoloso sobillatore, colpevole di aver espresso, soltanto con un gesto magari un po’ ironico, il proprio dissenso.

Ma quel rispetto che pretendono per loro stessi non vale per le 432 persone che hanno firmato una mozione che gli chiedeva semplicemente di prendere una posizione chiara sull’incenerimento di rifiuti, su un impegno che tenda invece ad una loro totale riduzione attraverso il riciclo, il riuso, l’eliminazione degli imballaggi, e per le tariffe puntuali che premino coloro che differenziano correttamente. Già, perché loro una posizione l’hanno presa eccome, respingendo la mozione e scegliendo la maniera più arrogante per farlo.

432 firme, 432 cittadini per loro in sostanza quasi incapaci di intendere e di volere, che hanno firmato senza ricevere una informazione adeguata e si sono fatti usare strumentalmente dal Movimento 5 Stelle, mentre piuttosto loro si sono affrettati ad utilizzare a proprio uso e consumo la circostanza che sia stato il consigliere Mori a farsi semplicemente portavoce delle istanze dei cittadini. Questo è il rispetto che ci portano i nostri consiglieri comunali, che dovrebbero sedere lì in rappresentanza di tutti e non per il sottile piacere dell’esercizio del potere e per la convenienza politica.

La mozione è stata attaccata a testa bassa, tacciata di essere mal formulata, imprecisa, obsoleta, e anche un po’ menzognera. Ma dopo il bastone ci voleva un po’ di carota, e così giù ad apprezzare l’impegno di questi cittadini, con i quali si vorrebbe aprire un dialogo. Ma di quale dialogo si sta parlando, forse di quello per ricondurre nei loro ranghi, allineati e coperti, i “dissidenti” che non si uniformano al “pensiero unico” dominante? E’ un deja vu, uno stile che abbiamo già conosciuto e che qualcuno forse si è illuso che fosse passato di moda, ma tolta la patina da campagna elettorale è emerso in tutto il suo splendore.

Abbiamo assistito ad uno spettacolo davvero poco edificante, abbiamo dovuto ingoiare il rospo, ma abbiamo acquisito la consapevolezza che forse tutta quella virulenza nasconde una intrinseca debolezza, mentre noi che non siamo ostaggio delle poltrone possiamo ancora permetterci di esercitare liberamente la nostra capacità di analisi, a mente aperta, scevra da ogni forma di ottundimento.

(Firmato: le donne di Matelica del Comitato Salva Salute)

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