Vino, un efficace strumento per incentivare il turismo locale

Civitanova Wine Festival, Festa dell’Uva a Cerreto d’Esi, Festival della Vernaccia a Serrapetrona, Vini nel Mondo a Spoleto… Si potrebbe continuare fino a riempire un’intera pagina per elencare tutte le manifestazioni enogastronomiche che hanno come attore principale il vino, inconfondibile elemento identificativo della nostra splendida Matelica nella quale, tuttavia, sono assenti eventi finalizzati alla sua promozione.
Matelica è la patria del Verdicchio, vino bianco conosciuto ed esportato in tutto il mondo, figlio di un vitigno che cresce solamente nella Vallesina e che costituisce per l’economia complessiva della città un importante elemento di crescita, in quanto non ha risentito della crisi sistemica del periodo in corso anzi è stato oggetto di una forte espansione soprattutto oltrefrontiera.
Il territorio Matelicese è ricco di imprese agricole, si pensi infatti che il comprensorio del Verdicchio di Matelica comprende circa 400 ettari vitati di terreno, più di 15 cantine che impiegano direttamente circa 100 addetti e creano un indotto per circa 800 viticultori (compresi i periodi di picco delle vendemmie).
Nonostante la vivace e promettente attività del settore, a Matelica sembra esserci scarso interesse in merito alla promozione di una rassegna enogastronomica rivolta al Verdicchio e alle altre tipicità del territorio connesse con la cultura locale. L’esperienza degli ultimi anni maturata da diverse realtà territoriali (compresa Matelica in occasione della mostra “Potere e Splendore – gli antichi Piceni a Matelica”) insegna come, tali eventi, siano capaci di attrarre moltissime persone. Si registra infatti un costante aumento di coloro che sono interessati e che fruiscono di una forma di turismo definita “mordi e fuggi”, caratterizzata da brevi periodi temporali e da un’offerta che va oltre la singola impresa turistica o il singolo prodotto turistico, ma che offre un “territorio” nell’accezione più ampia del termine, comprensivo di offerte geografiche, di produzioni tipiche e di punti d’attrazione culturale.
Matelica ha varie risorse da offrire in una rassegna: è la terra del Verdicchio, è ricca di tradizioni gastronomiche, offre diverse strutture ricettive sia nel centro sia nella periferia, oltre a musei, chiese, ad uno splendido teatro e ad un centro storico bellissimo ricco di piazze e vicoli tipici che si presterebbero alla perfezione come cornice di un evento ricettivo su larga scala. Malgrado ciò, sembrerebbero mancare organizzatori di manifestazioni in grado di attrarre le folle che contraddistinguono eventi realizzati in location anche meno attraenti della nostra Matelica.
Dubitiamo che il problema sia legato ad una questione economica; si pensi infatti agli introiti legati, ad esempio, agli ingressi ai musei aperti durante l’evento, ad attività a pagamento organizzate parallelamente all’evento come escursioni e visite nelle cantine, “all’indotto” che si verrebbe a creare per i produttori enogastronomici locali, per gli alberghi, i ristoranti e le strutture commerciali in generale oltre ai ritorni economici legati alla concessione di spazi per gli stand espositivi.
L’intenzione di “Matelica 5 Stelle” non è quella di criticare passivamente la scarsa presenza di iniziative adeguate alle effettive potenzialità del territorio; la volontà è invece quella di proporre l’istituzione di un gruppo di lavoro congiunto tra amministrazione, Proloco, produttori locali di vino, commercianti e cittadini, al fine di individuare una proposta seria e condivisa che permetta di dare alla nostra splendida città il lustro che merita.

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Una risposta a Vino, un efficace strumento per incentivare il turismo locale

  1. Mi pare sia scontato fare una rassegna dedicata al Verdicchio o comunque fatta nella terra del Verdicchio. Io questa proposta l’ho sposata diversi anni fa, ho strutturato un progetto, presentato fino al ministero dell’Agricoltura con note positive da tutti i fronti. Ovviamente l’attuale “reggente” al turismo lo ha bocciato, anzi manco lo ha preso in considerazione per fare un’altra cosa chiamata “le voci del vino” dove a vedere bene la qualità di quell’evento ti veniva il dubbio di sentirle davvero le voci, proprio perché la stessa manifestazione era scarsa di contenuti appetibili a far turismo. Per quanto riguarda “Potere e Splendore” io ci andrei cauto a dire che quella manifestazione possa essere definita come attrattiva turistica. Degli oltre 50 mila euro destinati alla “sola” comunicazione (ufficio stampa e publiredazionali credo abbiano superato questa somma) non ne hanno nemmeno destinati 30 (di euro) alla possibilità di promuovere o comunicare eventuali proposte dirette a chi poteva essere un pubblico di riferimento come ad esempio le università di Archeologia o conservazione dei beni culturali d’Italia ed Europa. Dire che quell’evento nel rapporto “spese – ritorni di pernotti” sia stato positivo è secondo me quanto meno non esatto (p.s. il costo totale dell’evento mi pare che abbia superato i 300 mila euro ovviamente non tutti sostenuti dal Comune).

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